Napoli vista da fuori (by jane)

Friday, 4. July 2008

Pubblico la lettera inviatami da Jane... una sarda stupenda..

Semplicemente Napoli…

"Non so molto di questa città…Ne so meno di molti di voi ma forse vedo quello che tanti non riescono a vedere,non riescono più a percepire. La bellezza che si respira oltre all’aria della munnezza come la chiamano i suoi abitanti. Io non sono napoletana,sono sarda,ma sento e vedo lo splendore di questa città attraverso gli occhi e le parole di una persona che è nata e cresciuta in questa città (o meglio in provincia). Grazie a questa persona vedo ciò che siete,ciò che apprezzo in voi. Sento la forza che mi trasmette il suo orgoglio di far parte di questa terra di essere cresciuto sotto quel cielo e purtroppo vedo il suo dispiacere,celato dietro quel velo di malinconia,nel vedere quel cielo piangere sulle rovine della sua bellezza. Ma sotto quelle rovine c’è ancora qualcosa per cui scavare…Cultura,tradizioni,passioni e bellezze che vanno al di la di un articolo sul giornale che parla solo di discariche,morti ammazzati e camorra. Ma ognuno vede solo ciò che vuole vedere. Avete tante cose di cui andare fieri…Lo sapete meglio di me ovviamente,ma mi permetto di dirvi che vorrei vedere di nuovo in voi la luce che mi ha conquistata. Quella che mi porta ad ammirare la vostra cultura,il vostro vissuto…anche attraverso i vecchi film che rispecchiano la vostra anima. E mi domando perché un popolo così bello deve soffrire e non può continuare ad esprimersi con l’incanto che lo contraddistingue… con il sorriso nei volti e l’affetto nei gesti,la luce negli occhi,il calore nelle mani,la passione nella poesia,il sentimento nelle parole di una canzone. Piano vi conosco,piano vi apprezzo,piano mi sento un po’ napoletana anch’io (non me ne vogliate se mi permetto) e piano mi chiedo quando tutti quelli che la pensano come me vedranno ancora gli splendidi sorrisi sotto quel meraviglioso cielo accarezzato dalla vetta del Vesuvio,la bellezza rifiorire come dopo un lungo inverno,più luminosa che mai,più apprezzata che mai….

Sono solo una delle tante persone che vedono ciò che succede ma che riescono a “scorgerVi” dietro il maleodorante velo di ingiustizia che siete costretti a sopportare.

Le mie parole non hanno nessuna pretesa,forse sono solo una piccola voce che si appella a chi può ma non fa niente…in fin dei conti questo è solo un piccolo omaggio alla vera Napoli,semplicemente…quella vostra,”la nostra”…delle persone…

                                                                                                                                Jane."

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Camorra napoletana. Il silenzio dei colpevoli

Monday, 24. March 2008

 

 

Con un giro finanziario pari a 5000 milioni di euro e 234 omicidi nel 2003, Napoli si conferma territorio di camorra in mano all'Alleanza di Secondigliano. Ma stampa e politica lo considerano un fenomeno marginale

E' l'impresa più potente d'Italia con un fatturato annuo che supera i 40mila milioni di euro. Eppure la camorra, è un fenomeno attualmente sottovalutato, sempre più considerato come elemento marginale, sanguisuga assetata che attacca in paesi di frontiera, in luoghi sperduti di provincia, relegata a territori di sottosviluppo.

 Questa è una visione distorta portata avanti da una politica incapace di affrontare il macrofenomeno camorristico preferisce considerarlo inesistente, lasciando scomparire dai propri programmi politici la battaglia ai clan e lasciando che ingenti investimenti vadano senza particolari controlli a finanziare progetti di facile infiltrazione di ditte riconducibili ad organizzazioni camorristiche. In Campania si contano secondo i dati Eurispes il 46.7% del dato complessivo nazionale degli omicidi riconducibili alla criminalità organizzata questo dato assieme all'egemonia imprenditoriale dei clan sono la dimostrazione oggettiva che l'azione camorristica si dipana nel cuore dell'economia e della finanza non solo dello Stato italiano ma in tutta Europa riuscendo come le ultimissime indagini della DDA di Napoli hanno rilevato, ad inserirsi nella rete finanziaria mondiale, da Bogotà a New York. D'altra parte l'attenzione dedicata dalla stampa nazionale al fenomeno è quasi inesistente, qualche traccia d'interesse - anch'essa limitata - è totalmente assorbita dalla mafia siciliana che per effetto «Padrino» come diceva il vecchio mafioso Michele Greco, «attira». Silenzio sulla camorra, silenzio totale sulla N'drangheta. Economie milionarie capaci di gestire bilanci pari a manovre finanziare dell'intera Europa vengono ignorate mentre al contempo ciò che riempie i comizi politici è la lotta alla microcriminalità o alla camorra dei clan emergenti e degli affiliati allo sbando, quella che infastidisce per la sua visibilità. Il silenzio cade quando si tratta di affrontare gli investimenti economici, le ditte, gli appalti, le costruzioni, gli abusi. Contro di essa non v'è politico che si espone, «perduta l'economia criminale, il capitalismo non esiste» dice Hans Magnus Enzesberger in Politica e Crimine (Bollati Boringhieri, 1998). Mai come negli ultimi dieci anni la criminalità organizzata è riuscita a generare un polo di economia legale capace di imporsi sul mercato grazie a prezzi concorrenziali e qualità imprenditoriali. Le imprese legate ai clan possono godere di un doppio livello di profitto, in tempo di recessione infatti attingono all'economia illegale che foraggia quella legale. La camorra napoletana negli ultimi tre anni ha gestito un economia di 5000 milioni di euro, e questi sono solo dati approssimativi. Napoli detiene nel 2003 il primato di esecuzioni di camorra con 234 uccisioni. Il cartello camorristico dell'Alleanza di Secondigliano, il clan Di Lauro, ed il clan Nuvoletta egemonizzano Napoli e larga parte della provincia. L'Alleanza di Secondigliano nasce dalle ceneri della Nuova Famiglia di Carmine Alfieri ed Antonio Bardellino alla fine degli anni `90 e comprende una serie di boss di grande calibro come Eduardo Contini, Francesco Mallardo, Gennaro Licciardi e Gaetano Bocchetti. L'Alleanza detiene come forza economica principale lo spaccio di stupefacenti e controlla attraverso un forte decentramento dei poteri il racket sui trasporti e sui cantieri edili. Nel corso degli anni l'Alleanza di Secondigliano ha subito diverse scissioni e battute d'arresto, soprattutto con il progressivo rafforzamento dell'organizzazione di Paolo Di Lauro detto Ciruzzo o'milionario che controlla oltre che alcune zone di Napoli anche Bacoli, Monte di Procida, Arzano, Casavatore, Melito e Mugnano. Uno dei boss più potenti in circolazione, latitante da due anni, Di Lauro riesce a ricavare un profitto pari al 500% dell'investimento iniziale ciò significa che il clan riesce a fatturare quotidianamente un milione di euro. Paolo Di Lauro attraverso l'alleanza con i Nuvoletta di Marano, cosca legata da sempre a CosaNostra, è riuscito ad avere suoi personali contatti con i Narcos sudamericani e quindi a gestire l'importazione di droga autonomamente senza dover ricorrere alla mediazione di altri clan. Questa autonomia aggiunta ad una profonda capacità imprenditoriale di riciclare danaro e rinvestire in attività lecite ha reso Di Lauro un boss potentissimo. Le ultime indagini hanno sgominato una consistente fetta del'economia legale gestita dall'Alleanza all'estero, soprattutto in Francia e Usa. Negli States il cartello criminale aveva impiantato aziende che assemblavano prodotti contraffatti o acquistati a bassissimo costo poi provvedeva alla distribuzione ed alla vendita al dettaglio. Un economia capace di fatturare cifre astronomiche in una manciata di mesi. Il direttorio economico della camorra napoletana installato oltreoceano era composto da Mario Buonocore (con funzioni di direzione), Gaetano Attardo, Salvatore Barbieri e Gabriele Silvestri (che dovevano gestire i contatti tra le varie filiali estere). I mercati in cui la camorra napoletana investe sono sopratutto abbigliamento (gestione egemonizzata da Licciardi), ma anche falsificazione dei trapani Bosch e delle macchine fotografiche Canon (diretta direttamente da Di Lauro). Un mercato quello del falso che può godere di prodotti identici a quelli originali perché acquistati in Cina dalle stesse aziende che li producono per le case originali. La camorra di Secondigliano esporta quindi prodotti identici a quelli originali riuscendo quindi a sfaldare la concorrenza immettendosi con prezzi d'avanguardia sui mercati internazionali. La DDA afferma infatti che «la forza dell'Alleanza di Secondigliano deriva dalla sua proiezione economica in campo internazionale». Attualmente dopo la caduta del clan Giuliano di Forcella il clan Mazzarella (esso stesso imparentato con i Giuliano) ha preso in totale ossequio con l'Alleanza di Secondigliano, il controllo del centro storico attraverso la gestione del racket ed il controllo dello spaccio di droga. Il potere legale dei clan, la sua capacità imprenditoriale ha di fatto smesso d'essere «camorra» oggi infatti il potere dei clan si chiama «sistema» nessun camorrista si definisce tale, come ai tempi di Cutolo ma semmai «appartenente al sistema di Secondigliano». E' interessante poi il fatto che lo stipendio dato ad un membro del clan è di circa 600 euro mensili, ed il suo «indennizzo» per un omicidio è di circa 2.500 euro più un allontanamento dal territorio spesato dal clan, secondo quanto dicono diversi pentiti. Non è quindi come si può intuire conveniente essere camorrista, e su tale verità bisognerà interrogarsi e cercare di disarticolare proprio il bacino che genera la manovalanza dei clan che protegge ed innesca l'assai più redditizia carriera degli imprenditori camorristi.

 


di Roberto Saviano
30 luglio 2004

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Addio Enzo Biagi

Tuesday, 6. November 2007

Grazie Enzo Biagi per il tuo infinito messagio di speranza....

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In principio fù chiamata globalizzazzione

Tuesday, 30. October 2007

3000 persone che litigano per un'offerta di 150 telefonini a 99 euro in un centro commerciale.

Come ci siamo ridotti...

     Non ho parole......

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La Storia potrebbe insegnare.... ma invece....è meglio non ricordare

Saturday, 27. October 2007

L'Isola di Pasqua (in lingua nativa Rapa Nui, grande isola/roccia; in lingua spagnola Isla de Pascua) è un'isola dell'Oceano Pacifico meridionale appartenente al Cile.Allo sbarco dei primi colonizzatori polinesiani che i più recenti studi fanno risalire attorno al 800-900 d.C., l'isola si doveva presentare come una immensa foresta di palme. Fino al 1200 d.C. la popolazione rimase numericamente modesta e sostanzialmente in equilibrio con le risorse naturali presenti. In seguito, però, nacque da parte degli abitanti la necessità di costruire i moai, il cui sistema di trasporto richiedeva notevoli quantità di legname. Cominciò pertanto un importante lavoro di disboscamento dell’isola che fu ulteriormente intensificato dopo il sensibile aumento della popolazione dovuto a nuovi sbarchi. Verso il 1400 d.C. la popolazione raggiunse i 15.000-20.000 abitanti e l’attività di abbattimento degli alberi conobbe il proprio massimo di intensità. La riduzione della risorsa forestale provocò un inasprimento dei rapporti sociali interni che sfociarono talora in violente guerre civili. Qusto perchè qualcuno cominciò ad accorgersi del grave danno che stavano provocando, e quindi decise di opporsi al disboscamento. Ma ogni volta che questi provavano ad opporsi, e a far capire che se si continuavano a tagliare le palme, prima o poi queste sarebbero scomparse dall'isola, e non ci sarebbe più stato modo di ripiantarne altre. Queste grida non venivano accolte dai Potenti dell' Isola e cercavano sempre di aizare la folla contro questi persone che avevano avuto l'intuizione giusta. Ma i Potenti sordi alle proteste di questi oppositori continuarono a manovrare la popolazione verso il disboscamento dell'isola, il loro scopo era quello di costruire e trasportare i moai in tutta l'isola per affermare la loro potenza, per fare ciò occorrevano alberi e quindi non importava se prima o poi questi sarebbero finiti, l'importante era tagliarli. Alla fine fu abbattuto l'ultima palma, qualcuno provò ancora ad opporsi ma fu falciato e accusato di essere contro lo sviluppo dell'isola. Dopo qualche anno si resero conto di ciò che barbaramente avevano fatto, ma era ormai troppo tardi, le palme assicuravano loro refrigerio dal sole, legna per riscaldarsi, per cotruire le loro abitazioni, insomma vennero a mancare le condizioni ottimali per permettere alla popolazione dell'isola di sopravvivere. Ho voluto raccontarvi questa realtà accaduta nel nostro passato, perchè ritengo che possa in qualche modo rappresentare ciò che spesso accade ancora oggi in tutto il mondo. Chi si accorge tempestivamente e segnala un problema che potrebbe provocare danni irreversibili non viene ascoltato e spesso cacciato a calci in culo, accusandolo di essere un sovversore, e che la cosa giusta è quella che stanno facendo i Potenti, la massa darà ragione loro, e si continuerà a dare sostegno alle barbarie dei potenti, magari incoraggiandoli pure ad andare avanti. Poi quando nemmeno più i potenti potranno negare il danno perchè ormai è irreversibile allora ci si renderà forse conto che si è fatta una cazzata, ma probabilmente sarà troppo tardi!

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Germania/ Italiano violenta la sua ex: sconto di pena perché sardo

Thursday, 11. October 2007

Ha tenuto segregata per giorni la ex fidanzata, l'ha picchiata, violentata, torturata e umiliata in vari modi ma ha ottenuto uno sconto di pena perché è sardo. L'incredibile vicenda giudiziaria ha come protagonista il giudice di Hannover che ha condannato a sei anni di carcere un 29enne sardo che lavorava come cameriere in Germania ma gli ha concesso le "attenuanti etniche e culturali". La sentenza è di un anno fa ma è stata resa nota solo in questi giorni in quanto il legale del giovane, l'avvocato Annamaria Busia, sta tentando di fargli scontare la pena in Italia.

"Ho ottenuto una copia tradotta in italiano, con il timbro del tribunale tedesco, - ha spiegato - in vista dell'udienza per il trasferimento in Italia prevista il 23 ottobre in corte d'appello a Cagliari". E nella sentenza si legge testuale: "Si deve tenere conto delle particolari impronte culturali ed etniche dell'imputato. E' un sardo. Il quadro del ruolo dell'uomo e della donna, esistente nella sua patria, non può certo valere come scusante me deve essere tenuto in considerazione come attenuante".

Il fatto di essere nato in Sardegna, per il giudice tedesco, rende quindi meno grave la responsabilità di in giovane che, convito che la fidanzata lituana lo tradisse, l'ha tenuta prigioniera per tre settimane sottoponendola anche a violenze sessuali di gruppo e arrivando a orinarle addosso. Le convinzioni sui sardi del magistrato, a dir poco bizzarre, hanno fatto risparmiare al cameriere almeno due anni di carcere.

 

Mi piacerebbe sapere che strana storia ha letto il giudice sui sardi...

 

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